L’Effetto Coriolis: l’oceano e le paperelle

Esistono due tipi di correnti oceaniche: quelle di superficie che sono influenzate prevalentemente dal vento e dalle maree e che corrispondono al 10% del totale dell’acqua, e le correnti oceaniche profonde che corrispondono al 90% della colonna d’acqua e sono influenzate sia dalla conformazione del fondale oceanico sia dalle correnti superficiali. Le correnti superficiali riescono infatti ad influenzare quellle più profonde fino a 400 metri di profondità, da qui l’importanza di studiarne l’andamento e la formazione.

 

Nel 1992 gli scienziati ebbero una grandissima opportunità: grazie a quello che all’inizio fu classificato come un incidente, una nave cargo piena di animaletti galleggianti perse il suo carico durante una tempesta nel nord del Pacifico. Circa 30000 animaletti furono da quel momento in balia delle correnti oceaniche che a quel punto iniziarono a trasportare castori rossi, rane verdi, tartarughe blu e paperelle gialle in varie direzioni.

 

 

 

 

Alcuni studiosi non si lasciarono sfuggire l’occasione e cominciarono a mappare gli spostamenti degli animaletti colorati: il primo gruppo andò verso l’Alaska, il secondo gruppo andò verso l’Oceania per poi dividersi in due gruppi, uno continuò il suo percorso mentre l’altro deviò verso il Cile.

Lo studio degli spostamenti permise non solo di conoscere qualcosa di più sulla direzione delle correnti superficiali ma anche sulla loro velocità, a questo punto gli scienziati cercarono addirittura di fare previsioni sui futuri spostamenti che avrebbero poi supportato ulteriori ricerche sulla meteorologia.

 (Immagine: Wikipedia)

Tutto questo per chiarire quanto siano importanti le correnti oceaniche superficiali.

Ma come si formano? Le correnti superficiali sono generate dal calore proveniente dal sole e sono influenzate naturalmente dai venti, ma un’altra variabile di cui non tutti hanno conoscenza è nota come forza di Coriolis, in pratica il movimento relativo dovuto alla rotazione della Terra sul proprio asse.

Proviamo ad immaginare se la Terra non ruotasse affatto: l’acqua e l’aria si muoverebbero soltanto dai Poli verso l’Equatore e viceversa a causa della differenza di temperatura e quindi della differenza di intensità del fluido, si tratta dei moti convettivi che comunque avvengono in continuazione sia a livello dell’aria che dell’acqua.

Visto che in realtà la Terra ruota, l’aria che dall’Equatore va verso il Polo Nord devia verso est mentre quando scende dal Polo Nord verso l’Equatore viene deviata verso ovest. La stessa cosa, ma in modo speculare avviene nell’emisfero meridionale. Si creano così i vortici con effetto orario nell’emisfero nord e antiorario nell’emisfero sud.

Proviamo di nuovo ad usare la fantasia ed immaginiamo di dover viaggiare dal Polo Nord verso l’Italia più precisamente verso Roma con un aereo molto veloce. Mettiamo che il nostro aereo per arrivare a Roma dal Polo Nord ci metta due o tre ore, se noi decidessimo di far proseguire l’aereo in linea retta verso Roma (FRECCIA IN ROSSO) comunque non staremmo tenendo in considerazione il fatto che il nostro Pianeta nelle tre ore di viaggio stia girando e quindi se il pilota programmasse il viaggio in questo modo finiremmo per atterrare nelle isole Azzorre nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico (FRECCIA IN GIALLO). Visto da molto molto lontano dallo spazio il nostro aereo ha percorso un tragitto in linea retta ma a un osservatore sulla terra sembrerebbe invece un tragitto una curva. Come se il pilota avesse deciso di partire verso est e girare verso ovest.

 

 

 

 

Per vedere un esperimento che potete fare anche voi sull’effetto Coriolis vi suggeriamo di guardare questo divertente video della National Geographic.

https://www.youtube.com/watch?v=mPsLanVS1Q8