Una marea di LUCE

Perché il mare è blu? Come cambiano i colori alle varie profondità? Come si sono adattati gli organismi che vivono nel mare? Sono tante le caratteristiche dell’ambiente che hanno determinato la vita del pianeta blu, si tratta di aspetti chimici e fisici che interagiscono e che in alcuni casi ci sono familiari perché anche sulla terraferma le leggi della fisica sono le stesse e allora iniziamo da uno di questi. Vediamo come si comporta la luce e come abbia influenzato l’evoluzione delle specie che vivono in acqua.

La fonte di luce primaria di ogni ecosistema del pianeta Terra è il sole, non tutta la luce dei raggi solari entra in acqua. Per prima cosa parte di essa viene riflessa dalla superficie. il resto penetra in modo variabile a seconda dell’angolo di incidenza: più l’angolo si avvicina a 90° maggiore la penetrazione. Questo vuol dire che la quantità di luce che va oltre la superficie, dipende anche dalla latitudine e dall’ora del giorno.

 

 

Dove la luce è più intensa, gli organismi che abbondano sono di tipo platonico sia di tipo animale (zooplancton) che vegetale (fitoplancton) di varie dimensioni. In particolare il fitoplancton è alla base della catena alimentare dei sistemi acquatici proprio per il fatto che utilizza la luce del sole per fare la fotosintesi con due importantissimi risultati: la creazione di sostanze nutritive per le specie marine e la produzione di più del 50% dell’ossigeno terrestre. Per creare un paragone con l’ambiente terrestre basti pensare alle piante.

A questo punto la luce che è penetrata oltre la superficie è sottoposta a due variazioni causate dall’ assorbimento: parliamo di intensità e lunghezza d’onda.

Intensità

Il plancton e le particelle in sospensione riflettono la luce. Se ci pensiamo bene quando ci si immerge in acque limpide la luce raggiunge i livelli più profondi permettendoci di vedere il fondale. Se l’acqua è più torbida o c’è molta sabbia in sospensione il fondale è più buio. I laghi hanno molte più alghe in sospensione e la visibilità viene a mancare nei primi metri mantre negli oceani si può raggiungere una visibilità di 150 metri.

Lunghezza d’onda

La luce del sole è composta da 9 radiazioni, ogni radiazione ha una differente lunghezza d’onda. Per essere chiari, basti pensare alle onde del mare: in alcuni giorni ventosi ci sono tante onde e sulla spiaggia ne arrivano una dietro l’altra velocemente mentre in giorni con poco vento passano molti secondi tra un infrangersi e l’altro. Ecco il rosso, è paragonabile a una giornata tranquilla con tanto spazio tra un’onda e un’altra mentre il viola è una giornata con tanto vento e tante onde una dietro l’altra.

Il mare come abbiamo visto porta con sé tante particelle che assorbono le componenti della luce a cominciare da quelle con lunghezza d’onda più ampia, ovvero dal rosso che viene totalmente assorbito entro i primi 5 metri di profondità seguito dall’arancione dal giallo e così via. Questo fenomeno. Si chiama assorbimento selettivo ed è il motivo, per cui il mare è blu. È come se a diverse profondità venisse messo un filtro che lascia passare alcuni colori e non altri fino a quando c’è luce, dopodiché come sappiamo tutta la luce possibile è stata assorbita per lasciare spazio al buio degli abissi.

 

 

Le specie marine si sono adattate anche tutte queste variazioni di densità è di colore. Le specie fotosintetizzanti naturalmente non vivono nelle zone prive di luce e nei diversi livelli gli adattamenti sono evidenti. Se pensiamo ai coralli e ai pesci delle barriere coralline utilizzano i loro colori anche per comunicare, mentre i pesci abissali (https://www.apneaevolution.it/profondo-blu/ ) non sono interessati a sviluppare una livrea colorata. La stessa cosa avviene per gli animali terrestri, solo che la differenza si manifesta più evidente tra gli animali diurni e quelli notturni: pensiamo agli uccellini dai colori sgargianti e ai gufi e dai colori meno vivaci.

 

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